Una volta era sempre che mi sentivo molto bene e facevo pure i ragionamenti seri e avevamo imparato di parlare con la correttezza sia grammatica che sintassi poi mi ho scordato tutto, ma non lo so che è successo.Forse ho avuto una malattia talmente grave che non me l'ho accorta.Mi ricordo che una volta ho andata alla messa senza di farmi il segno di croce, mia mamma mi ha dato in faccia e io non che ho abbassato il sguardo ma ci ho detto solo si smetterla che mi pareva un gesto che non lo potevo sopportare.POi mi misi pure di piangere e quella mi ha preso in braccia.Poi ho smesso e non mi ha presa in braccia nemmeno mai più.Una volta mia nonna mi ha fatto mangiare pane e mandarino. Quel giorno mi feci chiatta.

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Voi mi dovevate conoscere dopo. Dopo ero sempre una persona meglio.

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Chinottolo per aver fatto il pezzotto generale, l'immagine e l'header. ArancioGrafica per il template di base. Splinder e Altervista per l'hosting, ma così giusto per citarli perché alla fine chi se ne fott.

martedì, 22 settembre 2009, ore 10:43


 












io ciopino lui nollovedo nollossò che fa ha spento ittelefono lui nommivuole  più sentire abbiamo fatto nemici io ho mangiato tutti iggelati lui ne voleva uno allimone e io pennodaccelo me lo sò mangiato afforza nonostante che nommipiaceva allora mi sò vomitata tutta e ora sono motto triste che io divento triste quando che comunque mi vomito  che tutti gli spiritelli che loro sono amici miei camminano summiocuore se ne escono dalla bocca passano sulla lingua con le scarpe mi graffiano la lingua io mi piango urlo nommisentono mi vomito sui scarpi che comunque non sò hogan io ho deciso che se ciopino lui nottorna io mi faccio sorda e novvoglio sentire più nessuno che parla mi dicono le cose marlina marlina marlina io novvisento se nottorna ciopino io sò sorda e nopposso nemmeno parlare mamma stamattina io dormivo peffinta lei mi ha accarezzatoi capelli ha detto come te li sei lavata male i capelli e io ho detto che significa mamma ma tunnostavi dormendo se ero sveglia tu non mi facevi la carezza pecchè comunque sei una strega che dici che sò chiatta mallovedi che nommangio più voglio fare malata?

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giovedì, 28 maggio 2009, ore 22:36


 






Oggi dovevo fare l'esame coi grandi ma eravamo troppi bambini e il maestro ha detto che ce ne dovevamo andare io non me ne volevo di andare che avevo fatto tanta strada sola sola per di arrivare fino a là e loro comunque che non lo sanno e io sò rimasta là che mi volevo riposare e poi perchè mi volevo fare i fatti de li esami degli altri, quei scemi il maestro certi bambini li ha fatto proprio di piangere e io mi sono messa paura che la gente se ne andava coi i occhi grandi grandissimi pieni di acqua che si piange forte poi quando vai al bagno e sei solo quando ci sono tutti davanti puoi solo fare che te la bevi quell'acqua tutta giù che fa le bollicine e fai il rutto. Io comunque vado domani, se mi fa male non piango. Chiamo a mio zio tanto non risponde e non succede niente, nemmeno la tragedia forte fortissimo che lui lo picchia e finiamo sui giornali per me queste cose nessuno le fa mai io sò forte da sola stasera ho mangiato un poco di carne devo fare ancora più forte. ciao.

Ps: Ciao, amore fidanzato bello bellissimo fra poco fai grande, mettiti la giacca dei grandi anche se non ti vede nessuno. Io ti voglio regalare un disegno che lo faccio coi colori a cera che faccio il mare il sole le montagne i bambini felici e un cane che fa pipì in mezzo alla spiaggia addosso a un bambino che si mette a piangere e la mamma che corre che lo deve di lavare mentre il papà fa il scemo con un'altra signorina e la sorella lo vede e si fa arrabbiata e la nonna che dorme e io parlo a telefono sopra alla riva con te che sei dall'alttra parte del telefono molto lontano e io faccio tutto nello stesso disegno che sono futurista sul libro che dico domani al maestro è spiegato così ma non so se ho letto bene.

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giovedì, 16 aprile 2009, ore 17:45


 







Io domani parto che ho fatta grande e prendo i aerei anche da sola perchè al servizio civile mi fanno i fatti che s'incazzano se io non vado allora io vado il stesso e dico che vabbè, scusa, però me ne vado un poco prima, suora senza che mi guardi storta.


Com'è brutto però quand'è che facciamo il turno il pomeriggio che non teniamo niente che fare e loro sono amiche e io non sono amica con nessuno e fanno le battute e io mi viene solo di correggere i verbi che loro li sbagliano e poi il prete viene e mi guarda che pure oggi tengo una maglia lilla che si vede un poco il sacro cuore e quello mi chiede come stai, stella e io sorrido e dico che sto bene ma mica tanto che comunque quasi quasi che mi scende la lacrima e mentre che la lacrima mi scende un bambino mi chiava una pallonata dietro ai rini e io per forza devo ingoiarmi tutto il kitèmmuort che mi salito in gola e ma non mi devo mettere a piangere che sono grande e domani faccio la scrittrice, ma io ti prego gesù bambino, io ti prego con tutte e due le mani secche secche che tengo ti prego fammi di diventare una persona importante che fa tanti soldi e mi devo vestire solo burberry e e mi metto pure i tacchi a spillo e devo essere la più bella di tutte e faccio pure più alta ancora che cammino e me li metto sotto i piedi con i ossi che scricchiolano tutti che io dico ma che cos'è questo rumore? Uove di cardilli che sono cadute dai alberi? No no sono tutte le persone che mi hanno fatta passare per scema che io non ero scema ero un genio ma loro non l'hanno mai saputo, stronsi.

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sabato, 10 gennaio 2009, ore 17:15


 






Mò al di là del fatto di Nina Moric che ho sprecato solo spazio quassopra, mi volevo fare una parlata con la commessa di Jole. Scus, eh, che cazzo mi dici a fare che il cappotto mio è grigio ghiacciato che forse non parlavi con me e io comunque pensavo di si e allora avevo colto l'occasione per dire che oh, mi sò imparata una parola nuova e quindi quando mi hanno chiesto che colore era io ho risposto come mi hai detto  tu(zoccol) e invece non era vero perchè significava un altra cosa e tu non me l'hai spiegato, mannaggia kitèmuort, e mi fai fare solo figure di merda perchè tu non parlavi con me anzi a me non mi hai proprio cacata. vafancul.



In foto: le giapponesi zucano meglio e io sono razzista contro le calabresi che secondo me ci puzza l'alito e non sono italiane come il resto dell'italia, sono infatti negre.

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sabato, 10 gennaio 2009, ore 14:30


 






Bello il fatto che ieri ho cambiato boutique. Sò entrata per la prima volta dentro a una boutique che tutti ne parlano e da la dentro escono belli. Allora ho detto che ci andavo pure io e ci sono andata e mi sò provata un sacco di cappotti di 1000 euro che ero molto felice soprattutto perchè se li provava una vicino a me che era il doppio di tante me messe insieme allora che io molto mi sentivo meglio di lei e facevo la splendida che tanto che facevo la splendida che mi sò pure scapizzata, ma menomale che non mi ha visto nessuno che poi mi sono alzata subito come a Marco Pantani. Comunque alla fine io ho detto così che me ne piacevano due che uno però era il cesso. Poi sò andata a chiamare a mia mamma e ci ho detto che doveva venire molto urgente alla boutique e così è stato. Mia mamma ha visto il cappotto molto il cesso e ha detto appunto che me lo dovevo levare altrimenti mi paliava là proprio. Io che sò figlia ribelle ho detto no che era molto bello elegante e raffinato e che li valeva proprio quei soldi  e quindi che mi sò avviata alla cassa che me lo sò comprata ma poi stanotte mi sono messa a piangere perchè non mi piaceva più e stamattina sono andata subito là in pigiama che me lo dovevano cambiare allora mi hanno guardato molto strana un'altra volta ma io ho cominciato a dare del lei e le ho messe in difficoltà coi verbi. Puttane che non siete altro.
Scusa mamma che non ti do mai aurienza e ti voglio venire sempre contro che poi tu tieni ragione e io no che mi sbaglio sempre sopratutto sopra ai fatti dei vestiti. Tieni ragione che io tengo le spalle larghe, ma come devo fà? Alla fine tu mi hai fatto fare nuoto è colpa tua se io mi sento sempre il cesso e poi mi vado a comprare le borse della gente coi soldi. E comunque mamma, io non mi sono fidata di quel cappotto perchè non la conosco a sta francesca ferrante e poi ho visto che tiene un sito con i ivestiti che fa lei e ho detto vabbuò che è una tosta.

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lunedì, 05 gennaio 2009, ore 22:40


Mò non è che mi voglio mettere di fare la scema pure sopra a sto film che comunque tiene un significato molto profondo della droga e del regalamento del vagino per chiavarsi in corpo la droga e poi tutte le vene da fuori ma nonostante ciò l'attore protagonista è sempre molto un patanone, grazie.  Poi ci sono i negri e le signore che escono pazze che scambiano  le anfetamine per il dado star. e poi si vestono da Gabibo e pigliano i mostri e vanno trovando pure di tenere ragione che non hanno mai dato in faccia ai figli e grazie che fate sta fine, scusate, eh..Quello che volevo dire io è però un'altra cosa cioè che il frigorifero che scurreggia è una cosa che io  molto mi sono ruciuliata per dentro alla stanza che mi parevo che mò morivo dalla gioia. Comunque, dentro a sto film ci voleva mia nonna con la mazza per le zencare che tiene dietro la porta. Acchiappava a tutti dietro ai rini: mamma, figlio e padre morto e li accunciava. Pure al regista ci dava il suo.Mia nonna ci diceva: o a scarola rimasta da ieri o a dorm! e quelli se ne andavano a dormire, ve lo dico io.

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domenica, 04 gennaio 2009, ore 18:53


 





La mia amica Margherita mi ha fatto un regalo che è un bracciale che io me l'ho messo e non me lo levo più perchè è un regalo che significa che lei è andata a una parte e mi ha pensato perchè mi vuole bene e me l'ha portato. Se poi è una formalità non me ne fotte. Sono felice lo stesso. Ciao.

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domenica, 04 gennaio 2009, ore 09:32







Oggi è un giorno che mi voglio mettere a piangere tanto ma proprio tanto come al primo giorno quando è che mi vengono le mestrue che Roberto lo sa molto bene e infatti mi cucinava le patate e mi metteva il dvd di Totoro come si fa coi bambini handicappati di cervello ma così almeno mi stavo zitta, lo so. Oggi voglio piangere perchè non è che ce l'ho proprio un motivo per stare bene che non è che sono molta felice e mamma ieri ha pure detto che sono depressa, ma non è nemmeno che sono malata, alla fine non mi manca niente, forse che un poco di tette, non lo so.
Solo che tu mamma sei la peggio femmina che esiste sopra la faccia della terra che te lo voglio proprio dire che non  è che si trattano così i figli che ti chiedono le chiavi della macchina e tu che ci lasci quelle della lavanderia che io a a te ti do in faccia e quindi voglio vedere se lo fai un'altra volta.
Comunque quest'anno è stato un anno che ho rimasta molto male, un anno che dice Roberto che un anno che si cresce forse intende scendimenti di cullo, cresciti di tette, ma comunque non è che succede, non lo so, forse tiene ragione che comunque io quest'anno prima a un certo punto ero diventata chiatta e tutti che mi volevano bene, poi mi ero fatta un poco meglio e tutti che non mi salutavano più e allora manco che capivo comunque che vabbè. che quando si cresce la gente ti sputa in faccia. Mò non è che posso molto parlare qua sopra perchè quelli che mi hanno sputato in faccia comunque lo vengono a psiare questo blog di schifi che pensano dentro alle cape loro ( e io lo penso sempre con la pronuncia di zio nunzio) che sicuramente questa stronza (zoccola o puttana a secondi delle viste di punti di maschi o femmini o ricchioni obesi) ci sputtana o ci parla per male. Sentite, chi cazzo vi accusa?  Io soffro e urlo ma dentro di me, mica faccio come a voi che sono orgogliosa e dico che me ne fotte. Che non è vero ma non è che ci tengo poi tanto a venire a piazzarvi sopra alblog mio che poi voi fate famosi e io no, voi poi ce le potete comprare le scarpe con le mappe della geografia primitiva alle vostre figlie (che almeno vi devono uscire incinte a 13 anni, per favore, almeno questo) e io invece devo fare la fine di quello che ha inventato la coca-cola, ma nemmeno no che ci penso. E allora io voglio fare come a Talete quando cadette da sopra del tetto e la serva che voleva fottere lo sfotteva e disse: vabbè. vabbè, voglio dire pure io ma non è che mi voglio mettere con le mani sconserte ad aspettare che mi date fuoco la casa, ma nemmeno che mi voglio ingoiare la lingua perchè io mò che cresco ho capito che non solo si fa alti e più che si sa parlare, ma anche che mentre si cammina cammina si sbatte di musso contro le porte che mica sempre ce ne eaddoniamo che sono chiuse e mica tutte le porte sono sempre aperte? Allora io queste cose adesso le ho capite e non è che voglio prendere distamenti dal vecchio anno io li piglio da tutti che ho capito questo ma anche tante cose che certe volte con gli occhi che piangino che non è che si annebbia la vista ma si vede come coi raggi x. Tutte ste cose io le ho pensate mò che insieme al collega del sentimento sò andata alla Basilicata che la si volevano tutti bene e io li guardavo e pensavo che una volta pure io mi ero voluta bene come a loro con la gente, ma loro, se li guardavo un poco di più, capivo che si volevano bene meglio e infatti la faccia storta della rabbia e della insoddisfazione non la facevano quasi mai e allora li ho voluti bene pure io a loro anche se non lo so se loro mi hanno voluta bene a me, sicuramente Zio Nunzio si, ma quello è proprio un discorso di anime che non lo voglio fare qua sopra. Poi stanotte (quando vi scocciate di leggere, fermatevi che tanto mica me ne accorgo)mi è arrivato pure un messaggio di gente che mi diceva che io non avevo mandato i messaggi del natale. Ecco, per me a Natale i maschi dovevano finire dentro a una pentola di friggimenti insieme a capitoni, anguille e squalli che si dovevano riscaldare i testicoli per far finire poi tutta la spaccimma dentro al piatto che la mamma si arrabbiava e li cacciava dalla casa e le femmine, scusate eh, ma manco i bucchini potevano fare quindi non lo so che  auguri ci potevo dare.

Ps: e non vi sapete nemmeno vestire invece io oggi vado con Gilda alla boutique dei ricchi e quindi domani inizia l'ascetismo.

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