Una volta era sempre che mi sentivo molto bene e facevo pure i ragionamenti seri e avevamo imparato di parlare con la correttezza sia grammatica che sintassi poi mi ho scordato tutto, ma non lo so che è successo.Forse ho avuto una malattia talmente grave che non me l'ho accorta.Mi ricordo che una volta ho andata alla messa senza di farmi il segno di croce, mia mamma mi ha dato in faccia e io non che ho abbassato il sguardo ma ci ho detto solo si smetterla che mi pareva un gesto che non lo potevo sopportare.POi mi misi pure di piangere e quella mi ha preso in braccia.Poi ho smesso e non mi ha presa in braccia nemmeno mai più.Una volta mia nonna mi ha fatto mangiare pane e mandarino. Quel giorno mi feci chiatta.

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Voi mi dovevate conoscere dopo. Dopo ero sempre una persona meglio.

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Chinottolo per aver fatto il pezzotto generale, l'immagine e l'header. ArancioGrafica per il template di base. Splinder e Altervista per l'hosting, ma così giusto per citarli perché alla fine chi se ne fott.

giovedì, 16 aprile 2009, ore 17:45


 







Io domani parto che ho fatta grande e prendo i aerei anche da sola perchè al servizio civile mi fanno i fatti che s'incazzano se io non vado allora io vado il stesso e dico che vabbè, scusa, però me ne vado un poco prima, suora senza che mi guardi storta.


Com'è brutto però quand'è che facciamo il turno il pomeriggio che non teniamo niente che fare e loro sono amiche e io non sono amica con nessuno e fanno le battute e io mi viene solo di correggere i verbi che loro li sbagliano e poi il prete viene e mi guarda che pure oggi tengo una maglia lilla che si vede un poco il sacro cuore e quello mi chiede come stai, stella e io sorrido e dico che sto bene ma mica tanto che comunque quasi quasi che mi scende la lacrima e mentre che la lacrima mi scende un bambino mi chiava una pallonata dietro ai rini e io per forza devo ingoiarmi tutto il kitèmmuort che mi salito in gola e ma non mi devo mettere a piangere che sono grande e domani faccio la scrittrice, ma io ti prego gesù bambino, io ti prego con tutte e due le mani secche secche che tengo ti prego fammi di diventare una persona importante che fa tanti soldi e mi devo vestire solo burberry e e mi metto pure i tacchi a spillo e devo essere la più bella di tutte e faccio pure più alta ancora che cammino e me li metto sotto i piedi con i ossi che scricchiolano tutti che io dico ma che cos'è questo rumore? Uove di cardilli che sono cadute dai alberi? No no sono tutte le persone che mi hanno fatta passare per scema che io non ero scema ero un genio ma loro non l'hanno mai saputo, stronsi.

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martedì, 14 aprile 2009, ore 13:21


 




Una volta a Luglio anzi no a Giugno dopo che ho fatto il compleanno e mi ho presa la patente dopo un anno di guida a scuola io ho detto che volevo fare grande e mi volevo fare una cosa di soldi allora ho detto che  volevo fare il servizio civile con la raccomandazione e ho chiesto se c'era uno che mi poteva raccomandare e quello ha detto si allora una signora ha detto si ti voglio raccomandare io e io ho detto e raccomandami bene. Allora mi sono venduta e sono andata in chiesa vicino casa mia che c'è la caritas e ho fatto la fine che ho fatta i colloqui si facevano pure a salerno allora sono andata pure là con una mia amica che lei ha il seno grande e io no perchè ho il cuore grande ma anche lei solo che pure il seno ma io proprio no, vabbè. sò andata là e mi sono presentata ho detto buongiorno, sono una di battipaglia che il servizio civile sicuro lo fa perchè una signora ha parlato col prete allora con chi devo parlare mò? e là mi hanno presa per pazza, ma vabbè, è passato e quello che era uno di chiesa comunque mi guardava dentro alla scollatura che cercava il sacro cuore. con lo sguardo ci ho detto scemo guarda all'amica mia che almeno intosti meglio. E comunque ho vinto e a ottobre ho iniziato il servizio. non lo so perchè ve lo sto dicendo solo che io mi sento triste in mezzo ai cattolici che mi guardano che pare che solo io tengo i jeans un poco stretti sopra al culo e solo io mi trucco e solo io mi metto il foulard e solo io mi leggo i libri e solo io non ho votato a berlusconi e solo io mi piace il cinema e solo io voglio di fare la scrivante e solo io ho fatto il sesso prima del matrimonio e solo io non ci vado dentro la chiesa e loro mi chiedono domenica dove sei andata a messa e io sempre che domenica è morta nonna. E mò che comunque sono stata tanto malata che avevo la varicella e mangiavo poco non potevo andare e allora sono stata 15 giorni chiusa nella stanza io e mio fratello e allora loro mai mi hanno chiamata che non mi vogliono bene e nemmeno io però voglio bene a loro e faccio quello che voglio e comunque stamattina, stronsi, io non l'ho fatta l'accoglienza per i catechisti della provincia di salerno che le femmine erano chiatte e i preti mi hanno guardato il culo, stronsi, io mi sono fatta i fatti miei, mi sono bevuta il caffè con i grandi e non mi ho fatta manco il segno della croce che mamma non me l'ha insegnato mai. E comunque io era la più bella e voi no. E non me ne frega che non mi volete bene e non mi parlate. Io parlo coi cani. Io li capisco i cani. Scemi. E anche se mi sento sola io quando sono là guardo sempre il sole e dico che nei miei sogni della fantasia io nuoto libera dentro al mare coi delfini e i pesci rossi che mi pettinano i capelli con le code lisce lisce.

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mercoledì, 07 gennaio 2009, ore 15:54


 






We, oggi vabbuò che sò tornata a lavorare che i bambini belli che mi sono venuti incontro correndo che si erano già tutti pisciati fino alle scelle e volevano i cambi di pannolinamenti che io  li ho spinti per terra che li devo educare che non devono essere prepotenti soprattutto con me, che cazz. Allora poi dovevo andà all'università e infatti ci sono andata ma non c'era lezione e tutti lo sapevano e nemmeno  nessuno che mi ha chiamata che io anche oggi ho potuto capire che sono molto importante nelle vite dei miei amici. Allora me ne dovevo tornare a casa e mi sono presa un passaggio poi che sò scesa dalla macchina , sl arrivata alla piazza in mezzo ai drogati e ho messo il piede sopra a una botta di quelle scientifiche che stava scoppiando dentro a quel momento. Allora anche oggi ho visto la morte in faccia, ma la soddisfazione di mettermi a piangere per la paura e il sentimento che potevo rimanere senza mezzo piede ai bambini  che mi volevano ammazzare per ridere non ce l'ho data. Mò vado alla lavanderia e ce lo vado a dire a mia mamma così mi abbraccia forte che si rende conto che oggi ci posso essere e domani nemmeno che no.
Quindi, visto che l'esistenza è una cosa che oggi la tenete e domani no, statemi a sentire fate sempre le cose per bene e se vi viene di dare in  faccia a qualcuno, fatelo che poi forse che domani mette il piede sopra a una botta scientifica e muore e lo sfizio non ve lo levate mai. Ma può essere pure che il piede sopra a una parte che si muore lo mettete voi, quindi, pensate molto bene.

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mercoledì, 03 dicembre 2008, ore 07:22


 





Grazie al dio signore molto illustre anche al civile servizio finalmente si pensano che io sò scema. Ieri, infatti, la signora obesa a schifo (responsabile del nido in cui faccio presenza, facendomi dare in faccia dai bimbini figli dei peggio camorristi) mi ha detto: "No, tu non puoi continuare così. Tu devi crescere mica puoi fare come a mia figlia che pensa sempre all'innamoratiello. Quella è giustificata che tiene 16 anni ed è una ragazzina, tu invece sei una donna." E io ci volevo rispondere: A parte il fatto che io sò na mezza pugnetta di femmina, tua figlia è un cazzo di cesso che non lo so che centra, ma comunque non si può guardare e non ti pensare che pensiamo le stesse cose, io penso cose alte.Di cultura e di arte." E a quel punto volevo chiamare qualcuno a testimoniare, ma erano tutti all'università e non mi avrebbero risposto a telefono. Comunque alla signora prima o poi la cavo gli occhi. E infatti dopo manco 3 secondi ero già seduta in un angolo stile autistica che mi dondolavo e parlavo con Eriberto circa un modo per appicciare tutto e quello, che si era messo pure gli occhiali a culo di papera, diceva così che con tutto quel grasso il fuoco si sarebbe esteNso per tutta la città e rischiavamo di uccidere pure i nostri i cari. E io già stavo la che fantasticavo di una vita libera e cominciavo a bagnarmi per l'eccitazione della solinghitudine eterna, quando Eriberto si è arrabbiato molto per la mia crudeltà e , prendendomi la testa tra le mani e spesolandomi di mezzo metro da terra, mi ha detto:"Vergognati per la tua crudeltà, folle ragazza dell'est. Non è questo il tempo, no. No! E io molto delusamente e debolmente per la scofnitta passata mi sono buttata a terra e ho cominciato a sbattermi. Poi gli ho tirato i capelli e ci ho menato un calcio nello stinco che lo tenevo avanzato già dall'altra volta che non mi ha fatto mangiare il gran soleil a melanzana pia per darlo a un povero.

Non sei più il mio servo fedele!

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