Una volta era sempre che mi sentivo molto bene e facevo pure i ragionamenti seri e avevamo imparato di parlare con la correttezza sia grammatica che sintassi poi mi ho scordato tutto, ma non lo so che è successo.Forse ho avuto una malattia talmente grave che non me l'ho accorta.Mi ricordo che una volta ho andata alla messa senza di farmi il segno di croce, mia mamma mi ha dato in faccia e io non che ho abbassato il sguardo ma ci ho detto solo si smetterla che mi pareva un gesto che non lo potevo sopportare.POi mi misi pure di piangere e quella mi ha preso in braccia.Poi ho smesso e non mi ha presa in braccia nemmeno mai più.Una volta mia nonna mi ha fatto mangiare pane e mandarino. Quel giorno mi feci chiatta.

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Voi mi dovevate conoscere dopo. Dopo ero sempre una persona meglio.

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Chinottolo per aver fatto il pezzotto generale, l'immagine e l'header. ArancioGrafica per il template di base. Splinder e Altervista per l'hosting, ma così giusto per citarli perché alla fine chi se ne fott.

lunedì, 23 novembre 2009, ore 14:52





E io mò sò giorni che ci penso, giorni che dico ma insomma.
Questo blog qui oggi muore. Non ci scrivo più qua sopra, non ne sento più il bisogno, non lo sento più mio. Ho perso pezzi, sono finiti in bocca ad altri, li masticano male. La conseguenza è una voce bruttissima quando la sento rabbrividisco. Mi pare che ora potrei dire una cosa tipo: l'incubo di essere una maschera, la bulimia del personaggio, la cipria in faccia il 18 agosto. Io non posso specchiarmi in certe cose, il rischio di finire schiacciata, snaturata, mutilata è troppo alto.  Un pò è già successo, sebbene poi nessuno se ne sia davvero accorto (forse M., forse Peppe ha capito, forse però non è vero niente, forse io sono semplicemente cambiata pur non essendo ancora un'altra. Che significano tante cose poi?) Ad ogni modo ho tremato quando ho visto le scimmie sedute attorno ai tavoli dei bar, ma è finito. Io putroppo io tremo perchè forse io ancora vedo i mostri, forse perchè io voglio sempre vedere oltre la parete e piangerei quando scopro che oltre le vostre pareti non c'è niente.
Questo blog qui è nato per celebrare (che suono orrendo ha questa parola, non so perchè io l'abbia scelta, raccontare però non è il verbo giusto) me e le mie gesta amicali,  me e il mio percorso al contario. Me quindi che perdo gli anni, torno indietro a recuperare il sapore del succo di frutta "mangia e bevi", poi  però ho perso un braccio che era mio amico e ho cancellato posti, post e nomi perchè altrimenti ci si graffiava troppo la faccia, strusciandola ovviamente sul tappeto del ricordo, ho perso ancora qualche anno, forse a un certo punto di anni ne avevo solo 6 e il cuore mi pulsava impazzito e quindi c'è stato un amore, ed era bello colorarmi di soli, di bambini sulla spiaggia, di gelati alle nocciole, di rondini e pastelli, poi l'amore è andato via, poi il pensiero di marlina, poi essere sempre bambini e non esserlo mai, cercare di attaccarmi alle gonne che mia madre non ha mai portato, vedere il mondo con occhi grandi grandissimi.  Questo si chiama BILDUNG, forse a capasott, ma andava bene anche così. Era un modo per liberarmi dalla visione drammatica, pesante, critica e a cazzo che io ho purtroppo del mondo,  rincretinirmi solo per armonia per trovare il modo di non essere sempre fuori,  per entrarci un attimo di capa nel mondo, coinvolgermi e poi è successo che mi hanno portato via i pezzi, io so che qualcuno (ma solo qualcuno perchè voi tutti non siete intelligenti come io spererei che voi foste, solo qualcuno, quindi, potrà capire in che modo io ancora mi sento violentata. Quanto esageri, marlina. Lo so, ma è necessario, esagerare, calcare le cose, dilatarle, colorarle con gli evidenziatori. L'effetto è catastrofico, ma guarderanno tutti) Non volevo essere divertente, non sono stata divertente. Non lo so se è stato bello. Qualcuno capirà.
Qualcuno no.
Ma credo che succeda sempre così.
Questa voce non è più mia, ve la regalo. Se ne avete bisogno, potete poggiarla sul comodino, metterla in un bicchiere, legarla al collarino del gatto, stamparlo in un bacio che darete a vostra nonna.

Certe scene le vivo con imbarazzo. Non mi piacciono i collage. Non mi piacciono le estorsioni. Nemmeno l'idea di un trapianto mi entusiasma. Guardo pertanto al mondo con un solo occhio, il sinistro lo lascio protetto dal ciuffo.
A modo mio qualcuno lo ringrazio.
A modo mio qualcuno deve fare molta strada.
A modo mio secondo me qualcuno dovrebbe ridimensionarsi, ridisegnare i proprio confini, scoprire il proprio ambito di competenza, guardarsi un attimo allo specchio in mutande, guardare fuori e guardare dentro. Guardare la propria stanza, accendere la tv e poi spegnerla. Ripetere il proprio nome ad alta voce fino alle convulsioni.
Stare male per le convulsioni, guarire e uscire.
A modo mio secondo me.
Con affetto

BLu
magari poi chissà un giorno si torna.


Ps: ragazzi giapponesi della mia età sono meglio di me.
Amatemi e desideratevi tutti reciprocamente.
Vicendevolmente.
Prima di uscire specchiatevi. Per cortesia  state attenti a non indossare scarpette bianche lucide, non voglio riconoscervi.


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mercoledì, 18 novembre 2009, ore 14:31


 
La quarta volta che mi sono morta mi ha uccisa un editor di Fazi (con la riga in mezzo che mi sa che non si porta dagli anni '90. La riga in mezzo, intendo, ma forse pure Fazi)

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mercoledì, 11 novembre 2009, ore 12:53


 
 Io voglio che voi guardate ogni tanto anche a questa parte qua che è il posto dove vado la notte quando mi mi faccio triste e penso e li è un altro mondo e io sono una persona che certo volte mi paro meglio certe volte che no anche quando mi metto la gonna.

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martedì, 10 novembre 2009, ore 22:50


 










Io mò un poco che mi piango dentro perchè io mamma lei mi litiga mi prende in giro dice attelefono cozzia che io forse un poco che sono malata che piango che ho la sensibilità che lei nommi può dire mai un fatto che io subito faccio come i animali della savana quando si menano petterra fanno la lotta lossò ma io loro quando che parlo mai che mi capiscono mai che mi prendono per i mani che mi dannoun bacio in fronte che mi mettono la mano nei capelli che io comunque mai che esco senza di lavarli mai che dicono se ho fame e voglio mangiare e allora io nommangio mai più faccio i sfreggi sbatto colla capa per terra mi rompo i denti nopposso andare a fare i concorsi pe i scrittori mi molto che dispiace mandateci un'altra che forse è più bella e mahta e ci ha i seni io novvoglio fare la giornalista dei cuori che tanto nei cuori nocciposso mette le mani che voi ci avete messa la colla quella fetente che non è che attacca i mani ma solo che ti fa crede poi ti stacchi e rimani tutto appiccicoso e così nommi piace a me. Io se voi eravate meglio vi regalavo i disegni che li faccio sui calzini che cola il colore si attacca nei scarpi e pure  che scende dalla scarpa va per terra io passo e vedo che siete passati pure voi e vi faccio un squillo sul telefono ma non è che voi siete così.

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martedì, 03 novembre 2009, ore 15:52


 







Io loro non mi piacciono più perchè secondo me lei ha ragione che loro mi fanno male mi levano i pezzi le mani le gambe i bracci se li mangiano si mettono i vestiti miei e girano con i sorrisi che facevo io quand'ero piccolina come una maschera me ne vado nollivoglio vedere mai più oggi e domani loro nommifanno mangiare io novvoglio mangiare mai più io così mi secco sparisco cado petterra noppossiamo essere amici così se tu fai la voce come la mia e io poi nossò se parlo io o parli tu che è tutto un suono tutto uguale novvuoddire che mi vuoi bene solo che mi vuoi sparare.

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domenica, 25 ottobre 2009, ore 00:27


 






Mi è venuto il freve che ho diventata scema novvoglio mangiare mai più forse voglio morire che dalletto nommiriesco a muove mamma ha detto vuoi la cotoletta a  teti piace e io ho detto no e vuoi ipprosciutto cotto e io ci ho detto solo se me lo fai bollito tritato coifformaggino filantepeddentro e fai tutte formine di stellina neppiatto alla fine mamma ha detto una parolaccia cattiva e io non ho mangiato poi sò venuti i miei amici mi hanno portato i baci perugi due se li è mangiati margherita e uno nico mio fratello nessuno mi ha abbracciato uppoco giuseppe ma si è preso schifo che io puzzavo come ai cani quando uno parte per le vacanze e li lascia sui autostradi tutti che puzzano sotto assole uguale.



se avevo un cane io lo so che lui mi amava.

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martedì, 20 ottobre 2009, ore 14:56


 





caro zio mò che sei lontano di  nuovo una volta io mi sò successi quei cosi che mi succedevano prima che io mi facevo le cose nella mia mente m'impazzivo e dicevo che le persone si chiamavano a un modo che non era vero e poi usciva scritto pure sulla carta quella che hanno i grnadi mi sò ricordata tutto il fatto di peter pan e oggi volevo volà volevo andà alla casa di fronte che c'è un bambino bellissimo volevo di entrare per la finestra rompere tutto ivvetro che sicuro mi facevo male in faccia mi spruzzavo illimone per dosso spaventavo la mamma sua e ce ne scappavamo da una parte che noccivedeva nessuno e là ci potevamo mangiare tutte le caramello mou che volevamo noi e invece mi sò messa paura e ho perso che tanto qua nommicapisce nessuno mai e maddalena lei si mangi i amburghi a casa mia la notte.



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domenica, 18 ottobre 2009, ore 20:42


 




Io novvoglio che tu ti ni vai sempre io novvoglio che lui che se è mio amico lui sparisce io ci voglio parlare prima ci voglio fare un disegno tutto per faccia che ci spiego che secondo me il destino di chi nasce accontrario è questo io nocciposso fare niente, mamma, io nollosò certe volte come facico che mi spiego e la gente comunque che loro nommiconoscono io mi volevo mangiare una caramella bermi una cioccolata andare ammare che c'era ivvento e prendevo ivvolo e poi i gabbiani loro mi salvavano mi portavano via a una parte che non era casa mia ma che lo poteva di diventare subito bastava che mi abituavo e che noffacevo mosse che era tutta una cosa dell'attro mondo.

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martedì, 13 ottobre 2009, ore 22:29


 






io nonnè chessòtriste come che mi scrivono sti scemi nei commenti senza nomi io sò solo che mi voglio stende nei bracci di un pupazzo grandissimo quelli che quando co angela la mia amica andavano ai negozio quelli quando che i altri facevano i compleanni alle medie si facvano i regali tutti insieme la c'era un pupazzo grandissimo che io dicevo che quando faccio diciotto anni lo voglio pure io queppuppazzo mi fanno una festa grandssima i regali le sorprese tutti i amici che si fanno le foto che ridono si bacianao si vogliono bene io queppupazzo mò non è che lo voglio ma che nemmeno ho avuto la festa e tutti i miei amici quando io facevo grande loro morivano pieni di cose drogate e io stasera quel pupazzo mi manca che fa freddo io voglio dormire a un modo nuovo.

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domenica, 11 ottobre 2009, ore 23:55


 






oggi ci era neccielo come un cielo che pareva morto coi rondini tutti che cadevano colla faccia petterra soi spaccavano i becchi si rompevano le ali tutto un sangue che pareva un tramonto come quelli nei cartoni animati quelli deggiappone che mellii ricordo quando ero ancora più piccola  che mi piaceva che li guardavo che tutti i giapponesi mangiavano delle briosce che nonnerano proprio briosce ma che parevano briosce ma noffacevano chiatti mai e dopo che se lemangiiavano loro andavano di corre nei prati o davanti alle scuole che le mamma nonnurlavano nemmeno chemmai che loro si namoravano di certi bambini maschio e femmina e s volevano bene quando si vedevano facevano le gocce sulla testa che faceva capire che era arrivato immomento che la broscia si era digerita e cominciava iffilm quello pe i grandi e noi nollopotevamo vedè di mai una volta che io avevo 21 anni nollivolevo avere più e nemmeno che mi piaceva un bambino mai non sono femmina faccio marlino domani mi piscio tutta in piedi all'asilo e poi vedi, mamma. i tacchi nommelimetto mai quando viene ibbambino quello che mi vuole toccà i ga,bi quando che gioco coi amici nepprato io chiamo eriberto e illimone cciopino e faccio a guerra che noi schizziamo illimone allui nei occhi e lui si sta zitto noppuò parlare mai io lo odio lui nommuore io novvoglio vedè issangue.

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